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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10400.5/4416

Title: Economic inequality and poverty : transitory and permanent aspects. The case of Italy in the 1880s and 1990s
Authors: Rosati, Nicoletta
Issue Date: Dec-2000
Publisher: Università degli Studi di Padova
Citation: Rosati, Nicoletta. 2000. "Economic inequality and poverty : transitory and permanent aspects. The case of Italy in the 1880s and 1990s". Tese de Doutoramento. Università degli Studi di Padova. Dipartamento di Scienze Statistiche.
Abstract: Inequality and poverty are two crucial aspects of the economy of a country, and need careful study to allow the government to design suitable policies, in order to fight these phenomena and increase the welfare of the citizens. One of the main issues for the policy planner is to be able to distinguish the transitory from the permanent changes in the welfare level. In fact, the aim of long-term policies, such as training courses, is to tackle and solve problems that have a permanent impact on the welfare of the households. On the other hand, short-term policies like unemployment benefits focus on the solution of transitory conditions, and make sense only if the poverty spell is temporary, in the presence of liquidity constraints, as pointed out in Browning and Crossley (1999a,b) and Gruber (1997). The importance of the distinction of the transitory and permanent components of inequality has been underlined in several recent studies on the United Kingdom and the United States of America. In particular, Blundell and Preston (1998) propose a model for the identification of the two aspects through the joint use of information on income and consumption. In this thesis we follow the same line of research, adapting the models used there to the peculiarities of Italian data, and present an analysis of inequality in its two components. We then apply similar arguments to the study of poverty, and derive new models for the identification of its transitory and permanent aspects. This approach is new to the Italian literature for two reasons. First of all, the pre¬vious studies on the distribution of income and consumption were mainly descriptive, while here we offer a formalised approach that develops - from the economic theory of consumer's behaviour - econometric models for estimation and testing. The other new aspect of this study is the identification and estimation of the transitory and per¬manent components of inequality and poverty, since all the previous literature focused on information on either income or consumption, but never made joint use of the two variables, therefore failing to identify the two components. The study is organised as follows. The first Chapter presents an overview of the inequality and poverty conditions in Italy as pictured in the studies currently available. It then introduces some more formalised approaches that we could use for our analyses, and motivates the choice we made. Several data issues arise due to the characteristics of the surveys available for our study. They are presented and discussed in the second Chapter, together with the first descriptive results. Further data issues are discussed in the Appendix. Chapter 3 introduces the economic theory of consumer's behaviour that will serve as a framework for the derivation of the econometric estimation and testing procedures. The following two Chapters present the specific models and the empirical results on inequality and poverty, respectively. The econometric model for the study of inequality follows the line of the studies on the UK and the US that we mentioned earlier, and makes joint use of income and consumption in order to separate the permanent and transitory components of inequality. The study of poverty, instead, has been inspired by the literature on measurement errors, and in particular by the paper Chesher and Schluter (1999) on measurement errors in the measurement of welfare. Measurement error techniques are applied to the income and consumption processes of our economic model, after observing that the corresponding innovations have the same properties as classical measurement errors. Chapter 6 summarises and discusses the methods presented and the empirical find¬ings, and identifies issues that would deserve further development. This study benefited from useful discussion with many people. I would like to thank in particular Ramses Abul-Naga, Massimo Baldini, Richard Blundell, Paolo Bosi, Claudio Ceccarelli, Bruno Cheli, Andrew Chesher, Giovanni D'Alessio, Ian Pre¬ston, Enrico Rettore, Jacques Silber, Ugo Trivellato and Guglielmo Weber; participants to conferences in Siena and Geneva, and seminars in Padova provided interesting com¬ments and suggestions. Thanks also go to ISTAT and Bank of Italy for availability of data. Financial support from MURST and from CNR & MURST within the projects 'Occupazione e disoccupazione in Italia: misura ed analisi dei comportamenti' and Tensions, Savings and Portfolio Choices' is gratefully acknowledged. This research was also sponsored by the ISTAT work-group exploring the feasibility of constructing an integrated data bank on household consumption and income from ISTAT and Bank of Italy survey information. However, the views expressed in this study, as well as the responsibility for any errors, are entirely mine.
La disuguaglianza económica e la povertà sono due importanti aspetti dell'economia di un paese, e richiedono uno studio accurato per permettere al governo di programmare politiche adatte a combatiere questi fenomeni e aumentare il benessere dei cittadini. Una delle principali questioni per chi pianifica le politiche economiche e fiscali è la capacita di distinguere i cambiamenti transitori da quelli permanenti nel livello di benessere. Infatti, lo scopo delle politiche di lungo termine, come i corsi di formazione, è quello di affrontare e risolvere problemi che hanno un impatto permanente sul be¬nessere delle famiglie. D'altra parte le politiche di breve termine come i sussidi di disoccupazione mirano alia soluzione di condizioni transitorie, e hanno senso solo se l'episodio di povertà è temporáneo, in presenza di vincoli di liquidité, come messo in luce in Browning e Crossley (1999a,b) e in Gruber (1997). L'importanza della distinzione tra le componenti transitorie e permanenti della disuguaglianza è stata sottolineata in diversi studi recenti nel Regno Unito e negli Stati Uniti d'America. In particolare Blundell e Preston (1998) propongono un mo-dello per l'identificazione dei due aspetti mediante Tuso congiunto di informazioni sui redditi e sui consumi. In questa tesi seguiamo la stessa linea di ricerca, adattando i loro modelli alie caratteristiche particolari dei dati italiani, e presentiamo un'analisi della disuguaglianza nelle sue due componenti. Usiamo poi argomentazioni simili per studiare la povertà, e ricaviamo nuovi modelli per identificare i suoi aspetti transitori e permanenti. L'approccio da noi seguito è nuovo nella letteratura italiana, per due ragioni. In primo luogo i precedenti studi sulla distribuzione di redditi e consumi sonó essenzial-mente di natura descrittiva, mentre qui offriamo un approccio formalizzato che sviluppa - dalla teoria económica del comportamento del consumatore - modelli econometrici per la stima e la verifica d'ipotesi. II secondo aspetto nuovo di questo studio consiste nella identificazione e nella stima delle componenti transitorie e permanenti della di¬suguaglianza e della povertà, mentre tutti i lavori precedenti hanno posto l'attenzioneo solo sui redditi o solo sui consumí, senza mai fare uso congiunto delle due variabili, non riuscendo quindi ad identificare le due componenti. La tesi é organizzata come segué. II primo capitolo presenta una panorámica delle condizioni di disuguaglianza e povertá in Italia, cosi come sonó descritte negli studi precedenti. Esso poi introduce alcuni approcci piú formalizzati da usare nelle nostre analisi, motivando inoltre le scelte fatte. Diverse questioni riguardanti i dati sorgono per via delle caratteristiche delle indagini campionarie disponibili per il nostro studio; esse sonó preséntate e discusse nel secon-do capitolo, insieme ai primi risultati descrittivi. Ulteriori questioni sui dati vengono discusse nell'appendice. II Capitolo 3 espone la teoria económica del comportamento del consumatore, che servirá come base per ricavare le procedure econometriche di stima e test. due capitoli seguenti contengono i modelli specifici e i risultati empirici, rispet-tivamente su disuguaglianza e povertá. II modello econometrico per lo studio della disuguaglianza segué la linea degli studi nel Regno Unito e negli USA citati prima, e fa uso congiunto di redditi e consumi alio scopo di separare le componenti permanente e transitoria della disuguaglianza. Invece lo studio della povertá si ispira alia letteratura sugli errori di misura, ed in particolare all'articolo di Chesher e Schluter (1999) sugli errori di misura nella misurazione del benessere. Tecniche di errori di misura vengono applicate ai processi stocastici di redditi e consumi del nostro modello económico, dopo aver osservato che le innovazioni corrispondenti hanno le stesse proprietá degli errori di misura classici. Capitolo 6 riassume e discute i metodi presentati e i risultati empirici, e individua argomenti che potrebbero avere ulteriori sviluppi. Questo studio ha beneficiato di utili scambi di idee con diverse persone. In partico¬lare vorrei ringraziare Ramses Abul-Naga, Massimo Baldini, Richard Blundell, Paolo Bosi, Claudio Ceccarelli, Bruno Cheli, Andrew Chesher, Giovanni D'Alessio, Ian Pre¬sten, Enrico Rettore, Jacques Silber, Ugo Trivellato e Guglielmo Weber; i partecipanti a convegni a Siena e a Ginevra, e a seminari a Padova hanno offerto inetressanti com-menti e suggerimenti. I miei ringraziamenti vanno anche all'ISTAT e alia Banca d'Italia per la disponibilitá dei dati. II lavoro é stato parzialmente finanziato dal MURST e da CNR & MURST all'interno dei progetti 'Occupazione e disoccupazione in Italia: misura ed analisi dei comportamenti' e Tensions, Savings and Portfolio Choices'. Parte di questa ricerca é stata svolta nell'ambito del "gruppo di lavoro" ISTAT "avente il compito di definire un piano di fattibilità sulla costruzione di una banca dati integrata délie indagini sui consumi e sui redditi délie famiglie, di fonte ISTAT e Bankitalia". Tuttavia, le opinioni espresse in questo studio, corne pure la responsabilità di eventuali errori, sono interamente dell'autore.
Description: Dottorato di Ricerca in Statistica Applicata alle Scienze Economiche e Sociali
URI: http://hdl.handle.net/10400.5/4416
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